|
|
| |
alissawalser@yahoo.it (admajora) - 01/10/2007 - 17:41
C'era il sole come l'altra volta.
La chiesa era in cima ad una collina. Isolata e solitaria, su una
collinetta che sembrava un disegno di bambino, una gobba e il campanile
sulla cima.
Una stradina risaliva la collina come una spirale, l'acciottolato, lucido
di secoli.
Quella chiesetta l'aveva decisa la nonna, che aveva cresciuto me e le mie
sorelle. Assieme al nonno.
Non ho in simpatia i diminutivi, ma era veramente tutto piccolo: tutto
`etto' ed `ino'...
Siccome il paesino, il paesello sottostante (`paese' mi pare esagerato
definirlo) era intoccabile per valore aritstico e storico, il parcheggio
era da qualche parte ai piedi della collina. Ma in ogni caso nessun mezzo
di trasporto sarebbe potuto transitare nella viuzza che saliva ripida tra
rocce e strapiombo.
La zia era tornata di lì il giorno prima con la conferma: tutto sarà
pronto per le tre, aveva detto fiera del compito assegnatole. Aveva
incontrato un `villico', aveva detto, che l'aveva portata sù col mulo,
alla sua età, ripeteva ancor più orgogliosa.
-Alle tre, sicura, zietta?-
Anche la zia va in diminutivo, perchè pareva un fringuelletto tant'era
fragile. La zia era in realtà la nostra prozia, la sorella del nonno, che
-ahinoi- non c'era più.
Le mie sorelle ed io siamo cresciute tra i vecchi, ma siamo state felici
ed allegre per tutta la vita. Quella era l'atmosfera. In gran parte grazie
a quella burlona della nonna.
Alle tre, aveva confermato zia Etta (da Elisabetta!) -è vero che non ci
sento più benissimo- aveva aggiunto, ma il parroco, don Angelino (che era
quasi obeso nonostante il diminutivo) le aveva fatto anche il segno con le
dita : TRE. Pollice indice e medio: TRE. E lo aveva letto anche dal
labiale.
Le macchine erano tante e s'erano messe fitte fitte, stipate nel
parcheggio polveroso della calura del due d'agosto. Tutte fresche
d'autolavaggio. Molta gente ne scendeva in gran tiro, esageratamente
elegante visto il posto, ma tant'è.
Parecchie signore, a naso in sù (nel senso che guardavano la spirale da
percorrere a piedi) si innervosirono.
La nonna aveva preceduto tutti con ampio anticipo e ci aspettava sul
piccolo belvedere.
Aggiustati pieghe d'abiti e occhiali neri sui nasi di varie dimensioni,
arrancammo in branco, un gomito via l'altro, su per la salita.
Un rombo rotolò lontano e poi sempre più dappresso. E s'alzò il vento,
subito freddo ad accapponar le pelli sudaticce di salita. Il sole si coprì
d'un velo nero, così rapidamente che ci fermammo in mucchio, tutti a bocca
aperta, i nasi in sù.
Uno schiocco ci fece trasalire. Un fulmine aveva illuminato quel buio
innaturale. Da molto vicino. Il vento prese a tirare così forte che le
signore più esili s'afferrarono ai mariti e chi non ne aveva, a chi
capitava.
Persino Angelona, le braccine a manico di brocca, sentì spostare la sua
mole e gridava, beh, che succede?
Per risposta iniziò a piovere e con l'acqua il vento perve placarsi.
Piovve a secchi e gli abiti si fecero seconda pelle; fulmini cadevano
ovunque intorno a noi.
Mi veniva da ridere a guardare le finte amiche della nonna, le parassite,
come le chiamavamo noi nipoti, gridolare di tenersi lontani dagli alberi e
scivolare sulla terra, fatta melma, che tracimava sulla stradina.
Eravamo a metà strada, più su che giù.
Il branco ondeggiava privo di ripari: torniamo giù, no andiamo sù, al
riparo della chiesa.
Erano quasi le tre e Dio la mandava.
Angelona decise per il "sù" e con le braccine a brocca si fece
condottiera, seguitemi gridò tronfia, ma subito scivolò travolgendo le
prime file col suo rotolare.
Le giacchette leggere, patetici tentativi di riparo, s'erano appiccicate
alle pettinature, gli uomini, con le scarpe lisce da morto, sgambettavano
zavorrati di gente appesa. Sembrava l'ennesima burla della nonna...
Un occhiata alle sorelle ed iniziammo a spingere il gruppo da dietro:
c'eravamo quasi, coraggio!
Noi ragazze ridevamo, anche se non c'era nulla da ridere. Un disastro...
Ogni tanto s'affossava qualcuno, ma poi si riprendeva la salita. Fulmini
tutt'attorno, eravamo nell'occhio del temporale...
Dopo l'ultimo tornante, improvviso scoppiò il silenzio. I nostri passi
erano il solo rumore oltre quello dell'acqua nell'aria immobile. Tacemmo
tutti e rimanemmo attoniti, come ad aspettarci una peggior sorpresa.
La chiesetta ci si parò innanzi, finalmente, sospirammo di sollievo. In
quel mentre un tuono ci assordò da sopra e da troppo vicino. Erano scese
le nuvole a coprire il panorama e in quell'ovatta i lampi ci illuminavano
da tutte le parti.
La porta della chiesa era serrata...
Una targhetta informava sull'orario della messa serale.
Bussammo e chiamammo e, anche se la situazione era incresciosa, ridevo e
ridevo, contagiando un po' tutti.
La prozia Etta sembrava essersi ritirata, tanto s'era bagnata.
Che giornata...il due d'agosto...il due d'agosto......il due d'agosto?
Ci arrivammo tutte insieme....Le mie sorelle ed io....Don Angelino...la
zia pressocchè sorda....le tre del pomeriggio...NO! Non `le tre' : IL
TRE.....Quindi domani....Domani, ai Vespri.....
Ci girammo verso la piccola folla, zuppa come babà al rum e verso la zia
Etta dallo sguardo vago....
L'unica che non s'era bagnata era la nonna.
Al riparo del legno biondo della bara.
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it
|
|
|
|
|
|
|
| |
giulia - 02/10/2007 - 11:49
On Mon, 01 Oct 2007 17:41:29 +0200, alissawalser@yahoo.it (admajora) wrote:
>C'era il sole come l'altra volta.
veramente bellissimo
un dipinto a parole, divertente, commovente ma soprattutto vivido, lucido,
come le foglie di un parco dopo un temporale.
a proposito il titolo. banale, per quello che e' questo pezzo. IMO.
sono estasiata
grazie
giulia
--
http://www.lepaginedigiulia.altervista.org
http://www.geocities.com/itsessoracconti/
|
|
|
|
|
|
|
| |
beckett75@free.fr (Beckett) - 02/10/2007 - 11:58
Il 01 Ott 2007, 17:41, alissawalser@yahoo.it (admajora) ha scritto:
> C'era il sole come l'altra volta.
Tenero, intenso, commovente.
Belle le immagini, come sempre; le parole, come sempre, le sai davvero
scegliere con la semplicità dovuta al tono che ti dài.
Brava!
Becky
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
|
|
|
|
|
|
 |
In tutte le librerie |
 |
|
|
|
|
|
 |
Log in |
 |
|
|
|
|
|
 |
Nel forum |
 |
|
|
|
|
|
 |
Diari |
 |
|
|
|
|
|
 |
Gratis |
 |
|
|
|
|
|
 |
Cerca nel sito |
 |
|
|
|
|
|
|
|
|