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nicaso.g@tiscali.it (ipotesi) - 28/09/2007 - 11:04
"Rallenta, ti prego!"
Su quella strada tutta curve che costeggiava come un serpente steso
al sole la costa magnifica lui teneva le mani sul volante, cupo,
proteso in avanti, concentrato su quella guida spericolata, attento
solo al rombo del motore, e lei seduta con i piedi puntati, quasi a
rallentare.
Antonio non rispose neppure, il pensiero fisso ad arrivare al
paese, dove li attendevano a pranzo. Era la prima volta che portava
lei dai suoi, voleva arrivare in tempo, non deluderli, e poi
mostrarla, quella femmina magnifica che gli stava al fianco, con
orgoglio.
Quello del maschio che ha catturato una bella preda.
Lei era intenta a stare ferma al suo posto ed a stento osservava le
scogliere sul mare, dove il sole rifletteva l'acqua
incendiandola, i pini ai lati piegati e contorti, le casupole
arroccate in cima a orridi scoscesi, un paesaggio così diverso da
quello della sua piatta pianura nebbiosa, umida e dai filari
interminabili di pioppi.
E poi adesso era abbastanza arrabbiata con lui, che correva come un
pazzo e non si curava di ascoltarla.
Quel bel ragazzo bruno e focoso che l'aveva sedotta in un baleno,
due mesi di passione folgorante.
Adesso la presentazione ai suoi. Non sapeva se era contenta o
desiderava fuggire, una linea incerta di confine fra le due cose.
La mano le andò sulla gamba di lui, poi sul sesso, quando guidava
così era sempre lievemente eccitato, la guida veloce stimolava
evidentemente l'adrenalina, e lei iniziò a sfiorare quel gonfiore
inquieto, ed ascoltò la sua voce dire, quasi senza volerlo:
" fermati, accosta..voglio toccarti prima di arrivare, un bacio
solo, dai..!"
Il solo argomento che lui ascoltava, sempre.
D'altro canto Antonio voleva arrivare, erano già in ritardo,
sull'autostrada un traffico micidiale, neanche fosse sabato! Ma
quella mano di lei sempre gli dava un piacere strano, particolare,
come una zampa felina che accarezza sorniona, pronta a graffiare di
scatto al momento giusto...e lui sapeva come scattava, dove,
regalandogli quali sensazioni, con che intensità, mentre si
allungava per farsi meglio toccare, e pregustava già di perdersi
nel contatto con lei.
" Toccami, dai..ma io continuo a guidare, siamo in ritardo" e per
lei fu il segnale di ciò che già altre volte era avvenuto, lui alla
guida, spericolato, e lei ad armeggiare intrepida con il corpo di
lui, sul filo del rischio, sempre, a dargli piacere, pronta poi ad
esigere il suo, in seguito, moltiplicato, da lui.
Veloce la strada correva sotto le gomme dell'auto, e lei , china
sulla sue gambe, dapprima gli slacciò i calzoni, poi delicatamente
iniziò a toccare il suo membro caldo, turgido, con movimenti
ritmici: quasi subito vi accostò le labbra, e la punta della
lingua, ad assaporarne la superficie liscia, il profumo, la
tensione.
Lui era come ubriaco, e correva sempre forte.
La situazione aveva insieme il gusto del rischio e quello delle
labbra di lei, china sul suo corpo pronto e teso: Antonio avvertiva
l'urgenza del piacere di quel contatto, il perdersi che lo seduceva
più di ogni altra cosa, quei guizzi della lingua di lei sul suo
sesso, il desiderio di lasciarsi andare al vortice dell'emozione,
intensissima, che sentiva: mentre una parte di lui pigiava forte
sull'acceleratore, le mani ferme sul volante, in quello slalom di
curve a picco sulla scogliera.
E il culmine arrivò, in un lampo furente di piacere, mentre sentiva
che un pezzo di sé stesso si scioglieva e si allagava nel caldo
dolciastro dell'abitacolo, e chiuse gli occhi, un secondo
lunghissimo, il tempo di volar giù, come angeli senza ali, in
planata verso le onde di quel mare ricamato di rocce.
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beckett75@free.fr (Beckett) - 28/09/2007 - 14:26
Il 28 Set 2007, 11:04, nicaso.g@tiscali.it (ipotesi) ha scritto:
> "Rallenta, ti prego!"
Bello, il titolo, benissimo scelto, davvero!
Bella la situazione, il finale prevedibile ma "giusto", nel senso che ci sta
tutto.
Personaggi tratteggiati con poche parole ma chiare.
Buone davvero le descrizioni dei paesaggi, a schizzo, a macchie di luce e
colori.
> un paesaggio così diverso da
>
> quello della sua piatta pianura nebbiosa, umida e dai filari
>
> interminabili di pioppi.
LOL! Cos'hai contro la Lombardia???
;-)
Secondo me è il tuo migliore, ipotesi. Nonostante, appunto, una situazione
un po' prevedibile e personaggi forse un po' convenzionali: la sostanza mi
pare che stia, qui, nella bella scrittura e nel modo che hai usato di
tratteggiare e rendere tuo tutto quanto.
Brava davvero
Becky
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
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giulia - 28/09/2007 - 17:18
On Fri, 28 Sep 2007 11:04:48 +0200, nicaso.g@tiscali.it (ipotesi) wrote:
>"Rallenta, ti prego!"
condivido l'impressione di Becky, uno dei tuoi migliori, asciutto, pulito ma
vibrante, teso.
finale che ci si aspetta ma che stupisce per la bellezza con cui l'hai
scritto.
piaciuto molto
g.
--
http://www.lepaginedigiulia.altervista.org
http://www.geocities.com/itsessoracconti/
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nicaso.g@tiscali.it (ipotesi) - 28/09/2007 - 20:29
giulia ha scritto:
> On Fri, 28 Sep 2007 11:04:48 +0200, nicaso.g@tiscali.it (ipotesi) wrote:
> >"Rallenta, ti prego!"
> condivido l'impressione di Becky, uno dei tuoi migliori, asciutto, pulito ma
> vibrante, teso.
> finale che ci si aspetta ma che stupisce per la bellezza con cui l'hai
> scritto.
> piaciuto molto
> g.
Lusingata, cara Giulia, grazie.
Scritto di getto, in un momento di pausa e di creativa noia.
E' una bella sensazione essere riconosciuti in questo sito di belle
scritture ( non solo! )...
bacio Ipotesi
--
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nicaso.g@tiscali.it (ipotesi) - 28/09/2007 - 20:34
Beckett ha scritto:
> Il 28 Set 2007, 11:04, nicaso.g@tiscali.it (ipotesi) ha scritto:
> > "Rallenta, ti prego!"
> LOL! Cos'hai contro la Lombardia???
La Lombardia? nulla....Mantova è per me una delle più belle città del nord
ed anche la padana ha bagliori affascianti sia fra le pudride nebbie che
fra i filari dei pioppi! Ma la costiera...non facciamo paragoni! Ravello è
il più bel posto del mondo....almeno per me.
> Secondo me è il tuo migliore, ipotesi. Nonostante, appunto, una situazione
> un po' prevedibile e personaggi forse un po' convenzionali: la sostanza mi
> pare che stia, qui, nella bella scrittura e nel modo che hai usato di
> tratteggiare e rendere tuo tutto quanto.
> Brava davvero
> Becky
Grazie cara prof.
detto da te è un bel complimanto, e non è per piaggeria, ma io qui mi
rallegro dell'esistenza di molti....
e non è frequente....
ipotesi
> --------------------------------
> Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
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"haimle" - 28/09/2007 - 21:38
"ipotesi" <nicaso.g@tiscali.it> wrote in message
news:fdig3g$jv6$1@news.newsland.it
>
> Ma la costiera...non facciamo paragoni! Ravello è
> il più bel posto del mondo....almeno per me.
>
E Furore? Perchè a molti sfugge il riferimento
al fiordo di Furore, angolo bellissimo ed unico,
come orografia.
Io ho passato anni della mia "formazione"
guidando come un folle, di notte, fra Napoli e Vietri
sul Mare, ma un pompino alla guida, anche se
ambitissimo e improbabile per me all'epoca, non me lo
sarei mai fatto fare, per ovvie ragioni
di sicurezza. Magari sulla Roma Napoli, ci poteva
stare e, se ricordo bene, c'è stato...
lehaim da haimle
--
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Xlater - 29/09/2007 - 00:51
ipotesi ha scritto:
> "Rallenta, ti prego!"
Mi è capitato recentemente di dire che un finale tragico in un racconto
erotico potrebbe avere un retrogusto moralistico, sembrare una punizione
per i "peccati" commessi dai protagonisti.
E' un'impressione che potrebbe dare anche questo racconto, ad una
lettura superficiale. Una punizione, per lui che correva come un pazzo
su una strada pericolosa, per lei che non ha saputo resistere alla
tentazione di giocare un po' con l'attrezzo di lui.
Leggendo meglio però, penetrando lo spirito del racconto ci si accorge
che non è così. Le ultime cinque righe non hanno il tono di una
condanna. Hanno una bellissima intonazione lirica, una grande intensità
emotiva e descrittiva.
Allora si capisce che questo racconto non vuole assolutamente essere, e
non è, un monito alla prudenza al volante, o un invito a performare atti
impuri, se proprio non se ne può fare a meno, in situazioni adeguate.
Questo racconto è un canto che inneggia al furore dell'amore sessuale
senza limiti, quello che non tira mai su il piede dall'acceleratore, che
non si ferma di fronte a niente e che da sempre l'impressione di un
folle gettarsi da un precipizio, senza rete.
Un bel racconto con una forte carica emotiva.
Non so se è un incidente tecnico o se è voluto il fatto che il racconto
appaia con l'interlinea doppia. Niente di drammatico, ma personalmente
in questo modo ho trovato la lettura un po' scomoda. Consiglierei, se
possibile, di evitarlo.
Xlater
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nicaso.g@tiscali.it (ipotesi) - 29/09/2007 - 13:15
haimle ha scritto:
> "ipotesi" <nicaso.g@tiscali.it> wrote in message
> news:fdig3g$jv6$1@news.newsland.it
> >
> > Ma la costiera...non facciamo paragoni! Ravello è
> > il più bel posto del mondo....almeno per me.
> >
> E Furore? Perchè a molti sfugge il riferimento
> al fiordo di Furore, angolo bellissimo ed unico,
> come orografia.
Grazie, grande V.!!! Il riferimento è esatto, topografico ed emotivo.
E sono d'accordo con te, per ragioni di sicurezza serebbe meglio
evitare....anche se quando prende il frullo della passione è difficile
contenerla.....posticiparla, semmai...
Grazie
Ipotesi
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nicaso.g@tiscali.it (ipotesi) - 29/09/2007 - 13:22
Xlater ha scritto:
> Leggendo meglio però, penetrando lo spirito del racconto ci si accorge
> che non è così. Le ultime cinque righe non hanno il tono di una
> condanna. Hanno una bellissima intonazione lirica, una grande intensità
> emotiva e descrittiva.
Grazie. Era quello che volevo in effetti rendere, alcun giudizio
moralistaico ma solo un possibile esito, che se mai rende ancora più
grandioso tutto il resto, cristallizzandolo nell'assoluto.
> Allora si capisce che questo racconto non vuole assolutamente essere, e
> non è, un monito alla prudenza al volante, o un invito a performare atti
> impuri, se proprio non se ne può fare a meno, in situazioni adeguate.
> Questo racconto è un canto che inneggia al furore dell'amore sessuale
> senza limiti, quello che non tira mai su il piede dall'acceleratore, che
> non si ferma di fronte a niente e che da sempre l'impressione di un
> folle gettarsi da un precipizio, senza rete.
Esatto, Xlater, e sono contenta che lo hai colto. E' un inno all'amore
sessuale, all'amore in assoluto. Che non può essera mai imbrigliato in
schemi, logiche o ragioni.
Che ha sue ragioni, su altri piani.
Che è meraviglioso e potente, la cosa più potente che esista.
Per l'interlinea, è un errore dovuto alla mia poca "espertezza"...ma sono
piena di buona volontà. Per il prossimo penso di aver capito come
funziona....
Grazie del bel commento
Ipotesi
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