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:\\ Scambio di ruoli
 

Mandato da Justin69 il Venerdì, Giugno 11, 2004 - 19:43

Il giorno seguente Jack non tornò nell’ufficio della Emylson, anche se avrebbe dovuto consegnarle la nota di demerito firmata dai genitori, ma era stata una settimana piena, piena non di impegni, ma piena di pensieri tanto da perdere quel fogliettino giallo con il timbro della scuola, sul quale era scritto un messaggio per i genitori di Jack.
Non ci tornò per un solo motivo: non aveva il coraggio di guardarla negli occhi, non riusciva a parlare con la donna che aveva preso in bocca il suo giovane membro, non riusciva a sostenere lo sguardo di quella persona che aveva bevuto il suo nettare, si vergognava troppo! Jack però ogni volta che incontrava la preside nei corridoi, magari intenta a parlare con qualche professore, cercava di attirare la sua attenzione invano; quando poi a casa sua ripensava a quei momenti, si sentiva uno stupido e si diceva: “Ma se non voglio andare da lei, cosa mi spinge però a volere avere le sue attenzioni?” La risposta che si diede fu solo una: la voglia di sesso!
Il girono dopo allora, alla fine delle lezioni andò dalla preside, dicendole che aveva perso la nota scritta. La Emylson non si arrabbiò affatto, anzi, fece sedere Jack su quella mistica sedia… Jack appena seduto si sentiva strano: si sentiva stornito perché pensava a quei momenti e allo stesso tempo si credeva un re su un trono.
- Allora Jack – disse lei – come va a scuola? I voti? Vanno bene? – Jack esitò a rispondere, si chiedeva dov’era finito quel ragazzino vispo e allegro, spensierato e un po’ dannato che lo aveva spinto a dire “pompino” in classe. Jack allora sospirò un po’, e replicò – I voti vanno alla grande sa, sto facendo progressi, adesso mi applico di più in tutto e sono molto, molto costante -
A cosa si riferiva Jack? Alle sue doti sessuali o veramente allo studio? La Emylson sorrise estasiata da quella risposta a doppio senso, mentre Jack era fiero e orgoglioso di quella frase degna di un latin lover.
- Bè – disse lei – allora, vediamo un po’ i tuoi voti, vediamo se ti sei applicato…. Vedo una bella B in storia, un B+ in scienze, una A- in spagnolo e B+ in lettere; questi sono gli unici che fino ad ora mi sono pervenuti e devo dire che sono molti fiera di te! Bravo Jack!-
Nel frattempo Jack aveva avuto tutto il tempo per togliersi la scarpa e la calza, attendendo il momento giusto, mentre la Emylson ripiegava il foglio nel cassetto.
I ruoli si erano invertiti! Adesso era Jack che con il suo piede nudo accarezzava la cosca della Emylson protetta con le autoreggenti che da lì a poco il piede di Jack avrebbe toccato; quel piede si faceva strada tra quella gonna nera di quel decoroso abito da preside… Jack intanto si chiedeva cosa stesse facendo, la sua mente era confusa, il suo angioletto, quello che lo spinse a non recarsi più nell’ufficio della preside, lo stava facendo tremare per la vergogna, ma il diavoletto, quello che li spingeva sempre ad essere un stronzetto che diceva parolacce in classe, continuava a fare scorrere quel piede tra quelle gambe.
La Emylson intanto guardava estasiata quel ragazzino che la stava facendo un po’ godere e decise allora di aprire le gambe e scostare la mutandine di pizzo per facilitare il ragazzo che era appena arrivato alla calda e folta peluria; estasiata lei disse – Continua Jack, continua!!!-
Jack non se lo fece ripetere due volte e con l’alluce solleticava quella boscaglia umida, mandando in estasi quella donna che si abbassò appena appena per succhiare avidamente l’alluce umido del ragazzo. Per Jack fu come un segno, un suggerimento; il giovane scomparve dalla vista della Emylson e si accovacciò sotto la scrivania della preside, adesso i ruoli erano davvero invertiti. Il ragazzi si trovava di fronte alla figa della preside, non molto pelosa ma fradicia e un po’ aperta –Chissà quante volte lo aveva preso dentro- pensava Jack, che l’idea di leccare lì, dove erano entrati dei cazzi lo faceva esitare un po’, ma non appena sentì le mani di lei che scorrevano dalla sua testa fino alla sua giovane bocca, decise di darsi da fare. Inizialmente leccò e succhiò il pollice di lei, in seguito, dopo che le mani della Emylson andarono dietro la testa di Jack, il ragazzo si fece coraggio e immerse la bocca in quel ben di Dio umido e fradicio di piacere: Jack era un po’ impacciato, ma dalla copiosità dei lamenti di lei, si credeva un grande, leccava, succhiava avidamente, e soprattutto, cosa che lo fece stupire da solo, assaporava quei fiotti di umori che colavano fino all’ano della Emylson. Jack azzardò una mossa non facile: iniziò a lappare quel buchino mai sognato prima, lo bagnava piano piano con la lingua, ci sputò sopra violentemente e leccò la sua saliva mista a quei umori di donna matura che aveva scopato tante volte; poi iniziò a massaggiarlo con le dita e introdusse piano l’indice della sua mano destra, mentre con il medio entrava nella fighetta umida. –Vengo!- urlava lei in preda al piacere più disinibito e violento che aveva mai provato praticando sesso orale.
Jack, contento per aver ricambiato il favore alla preside, spinse la sedia fuori dalla scrivania, questa scivolò velocemente grazie alle rotelle scorrevoli. Il ragazzo uscì da sotto la scrivania e vide la Emylson seduta in modo scomposto su quella sedia in pelle ormai macchiata dai suoi umori e dalla saliva di Jack, aveva la gamba destra sul bracciolo della sedia e la sinistra distesa a terra con le mutandine ormai quasi tolte in fondo alla caviglia, i capelli un po’ arruffati, viso sconvolto e un po’ sudato; Jack invece non era tanto diverso da prima, se non per le maniche tirate su al gomito, le mani impiastrate di un misto tra liquidi seminali e saliva e il contorno della bocca pieno di umori della Emylson, sembrava un bambino che dopo un pasto goloso, consumato con tanta voglia, si ritrova con la bocca sporca, ma contento.
La Emylson si avvicinò a Jack, gli prese le mani e iniziò a leccarle tutte, tutte e dieci le dita ripulendole come poteva, poi diede un bacio in bocca a Jack che rimase un po’ intontito…
-Va adesso stallone- disse lei – ho una riunione con i genitori adesso-
E così Jack uscì dall’officio del preside, soddisfatto per aver ricambiato il favore alla Emylson, ma soprattutto per aver fatto godere, fino ad essere chiamato “stallone”, una donna, una vera donna. Orgoglioso, col petto in fuori e fiero di se, quel ragazzino appena 18enne, capì che era solo il principio della sua iniziazione al sesso da parte di quella meravigliosa donna.
- Arrivederci allora – disse lui.
- Si, alla settimana prossima, studia e impegnati che sta andando bene Jack- replicò lei. Cos’era un altro doppio senso? Jack capì subito, le sorrise, lei gli fece l’occhiolino e lui sparì dietro quella porta in legno massello, convinto e deciso a tornare da quella donna.

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