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:\\ L'incontro
 

Mandato da kaal il Venerdì, Giugno 04, 2004 - 09:13

Dedicato all’inesauribile sorgente della mia eccitazione…che abbia sempre fantasie e che me ne renda parte!

La prima volta che l’aveva vista era stato tre anni prima alla famosa riunione annuale delle vecchie glorie. Lei era in compagnia del marito, lui della donna del momento. A tavola erano seduti l’uno di fronte all’altra e non erano mancate occasioni per battibeccare. In soldini non provavano una simpatia reciproca, lei l’aveva definito un maschilista ottuso, lui una moralista piena di sogni. L’anno successivo lui era in compagnia di un’altra donna e lei non aveva mancato di fare un commento cattivo per la cosa e la situazione li aveva portati a discutere animatamente per qualsiasi cacchiata, davanti al tavolo del buffet. Lui aveva bevuto più del solito ed era particolarmente tagliente. Lei si era appena separata dal marito e si sentiva particolarmente agguerrita. La prima volta aveva notato che fosse una bella donna, la seconda volta aveva ignorato quanto si sentisse attratto da lei e la terza volta gli fu fatale! Lui era arrivato solo e aveva atteso come un liceale la sua comparsa, senza spiegarsene il motivo. Aveva trangugiato un wiskey invecchiato dieci anni, seduto su di una poltrona in fondo alla stanza. Ebbe tutto il tempo di vederla entrare, salutare l’ospite e scambiare un’occhiata veloce con tutti i presenti per fare un quadro della situazione. Il suo sguardo correva dall’uno all’altra in cerca o a conferma di qualcosa. Quando incrociò il suo sguardo per un breve, adrenalinico istante, pensò stesse cercando proprio lui. Gli fece un sorriso e tornò a parlare con la padrona di casa. Calato il momento di sorpresa e dopo essersi dato dell’idiota qualche istante, riprese a bere dal suo bicchiere, isolandosi da quello che gli accadeva attorno.
- Speravo ti trovarti – La voce era squillante e lui la riconobbe subito
- Ah si, e per quale motivo? – Cercò di calibrare le parole, usando il solito tono da stronzo che sapeva calzargli come un guanto
- È difficile trovare qualcuno che mi tenga testa.
Lui la fissò attento. Aveva un’aria maliziosa con quel sorriso invitante e quegli occhi brillanti. Indossava un abito scollato ma non volgare, stretto in un tubino morbido che le arrivava al ginocchio, con un ampio spacco sulla gamba sinistra.
- Ti andrebbe di andare nell’altra stanza?
- E perché dovremmo farlo scusa? – Il tono era indagatorio, sebbene gli sembrasse miele che cola, non sapeva spiegarsi quel repentino mutamento di atteggiamento nei suoi confronti e per l’esperienza femminile che aveva avuto, erano creature imprevedibili e vendicative perché lui si facesse prendere alla sprovvista
- May-Lin mi ha detto che nella libreria c’è la sua collezione di stampe cinesi. So che tu ne hai scritto un articolo, ti andrebbe di farmi da cicerone?
La scusa valeva come il due di picche ma a quel punto era curioso di vedere fino a dove si sarebbe spinta. Annuì con la testa, posando il bicchiere sul tavolinetto e la seguì fin dentro alla libreria dove chiuse la porta a chiave. Lei finse di non accorgersene o forse era proprio quello che voleva. Fatto sta che aveva appena superato la prima parte del suo test per capire quali fossero le reali intenzioni della donna.
La libreria era ampia. Enormi scaffalature in rovere sorreggevano il peso di libri rilegati in pelle e raccoglitori in cuoio per le tavole che disegnava la padrona. Le stampe che aveva citato la donna stavano appese di fronte alla scrivania. Le ci si sedette di taglio, lasciando che lo spacco della gonna le mettesse in evidenza il bordo delle autoreggenti.
- Si può sapere che intenzioni hai?
- Sei sempre così sospettoso?
- Solo quando non capisco bene chi ho di fronte!
- Non c’è nulla da capire. Mi piaci, ti ho visto annoiato su quella poltrona e m’è venuta voglia di scopare.
- Non ti ricordavo così diretta ed audace
- Sono tante le cose che non sai di me.
L’uomo si avvicinò. Se era vero che voleva una scopata, chi era lui per negargliela? Rimaneva tuttavia ancora sul chi vive con lei, come se si aspettasse l’ingresso, da un momento all’altro, di qualcuno che gli dicesse che era stato preso per i fondelli. Ad ogni modo non esitò, non era da lui. Le fece scorrere una mano dentro lo spacco fino a raggiungere il sesso di lei. Era senza slip e completamente rasato. Non perse tempo e approfittando della posizione le infilò subito un dito dentro. Lei sobbalzò, evidentemente non si aspettava una mossa tanto veloce e brusca.
- Non ti preoccupare…era solo per capire se eri veramente vogliosa. – Lei sorrise sorniona
- Non ti ho chiesto di fidarti di me, ti ho chiesto solo di scoparmi!
Il suo sguardo non lasciava traccia di dubbio sui suoi reali desideri e quell’ammissione così vera e spontanea, gli causarono un’erezione dolorosa. Le leccò il collo, abbassando le spalline del vestito per scoprirle il seno che cominciò a tormentare, strizzando e pizzicando i capezzoli quando non li succhiava e mordeva. La sentiva agitarsi ma sembrava non dispiacerle la sua irruenza quindi non si fermò. Lei gli cercò la zip dei pantaloni, calandoglieli e facendo abbassare un poco anche gli slip, estrasse il membro e cominciò a menarlo con giusti colpi. L’afferrò per i capelli e tacitamente la spinse verso il suo pene duro. Lei cominciò a succhiarlo avida. Alternando la giusta dolcezza con un ritmo sempre più veloce che presto l’avrebbe fatto venire. Con una mano, assecondava i movimenti nell’asta, con l’altra gli accarezzava il perineo. Poco prima di perdere il controllo la fece alzare e sedere nuovamente sull’enorme scrivania in mogano. Le allargò le gambe sollevandole il vestito e cominciò a leccarla. La lingua scorreva disinvolta lungo la fessura delle sue labbra. Trovato il clitoride cominciò a circoscrivere piccoli cerchi. Lo prese tra le labbra e puntati i denti cominciò a mordicchiarlo. Lei ansimava forte e con quella manovra gemette con un urlo. A quel punto la girò di forza mettendola a novanta contro la scrivania e senza troppi preamboli la penetrò. Era incredibilmente calda e bagnata. Si lasciò avvolgere, affondando fino alle palle. Lo tirò fuori e lo rimise dentro spingendo a fondo. Lo ritirò fuori e cominciò a giocare nella sua apertura facendo scomparire e riapparire da punta. Lei sembrava infastidita ma si lasciava fare. Ben presto stanco del gioco che gli era servito solo per trovare padronanza di se, cominciò a stantuffarla con una velocità ed una forza quasi dolorosi. Lei gemeva senza contegno. Diminuì il ritmo e cominciò a sgrillettarla con l’altra mano. Lei cacciò un urlo e venne abbandonando la testa indietro. Lo tirò fuori grondante di umori e fu tentato di venire su quel culo favoloso, invece la fece girare di nuovo e lei, compresa la situazione, si attacco al cazzo e pompò quel tanto che bastava a farlo venire tra scossoni e singulti. Lei si rialzò sorridendo e fece per vestirsi ma lui la fermò e infilò due dita dentro di lei, dentro quel lago di umori. Le mosse piano, si bagnò il pollice e cominciò a sfregarlo contro il suo clitoride.
- voglio che tu abbia un buon ricordo…-
Lei dapprima stupita, sorrise e socchiuse gli occhi dal piacere. Lui continuava la sua azione, le dita dentro che si incontravano con quello fuori, separate solo da una membrana soffice. Cominciò a baciarle il collo e scese nuovamente verso il seno generoso, catturandone un capezzolo tra i denti. Strinse piano e la sentì sobbalzare, allora strinse un po’ più forte, la mano che compiva coscienziosa il suo dovere. Lei gli afferrò la testa come ad incitarlo di stringere più forte. Così fece. Il suo sospiro si trasformò in un urlo di piacere e poco dopo venne ancora, bagnandogli la mano fino al polso.
Dopo qualche tempo si ricomposero e prima di uscire dalla stanza lei, con lo sguardo malizioso di chi ha goduto, gli disse
- All’anno prossimo allora.
Lui sorrise e la guardò uscire dalla stanza e dalla festa. Si accese una sigaretta e pensò che in fondo quelle riunioni non erano poi malaccio in fondo!

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